Conte ha rotto il giocattolo Juve

domenica 13 gennaio 2013

di Davide Colonna


PARMA, 14 Gen. - La Juve strappa un sofferto quanto fortunato pareggio sul difficile campo di Parma e riapre i giochi scudetto per le sue dirette avversarie ma, quello che più dovrebbe preoccupare i tifosi bianconeri, al di là del risultato, è l'inspiegabile peggioramento del gioco espresso dagli uomini di Conte che sembrano la brutta copia di quel gruppo che fino alla sosta natalizia, non regalava nulla o quasi agli avversari. Una possibile spiegazione, la si potrebbe trovare nell'enorme carico di lavoro svolto dai campioni d'inverno proprio durante la pausa per affrontare al meglio la seconda parte di stagione ma, la realtà sembra un'altra. Antonio Conte, l'artefice del miracolo dello scorso campionato, a furia di snaturare i ruoli dei suoi calciatori e di credere eccessivamente nel suo 3-5-2, ha forse rotto il giocattolo. Il modulo scelto dal tecnico pugliese, non da respiro alla manovra e costringe Pirlo (ormai non più giovane) ad affidarsi eccessivamente ai compagni della difesa per ricostruire e mantenere il possesso del pallone. Questa lentezza di manovra, porta inevitabilmente gli avversari a ripiegare e ad organizzarsi nella fase di pressing. Inoltre, i movimenti ordinati agli attaccanti, che dovrebbero smistare palloni utili per gli esterni, sembrano adatti maggiormente a giocatori di alto tasso tecnico e non a giocatori normali come Giovinco, Vucinic o Quagliarella che peccano di spirito di sacrificio, cervello ma anche di piedi buoni. L'enorme quantità di palloni serviti alle punte, non viene sfruttata quasi mai al meglio e spesso (per non dire sempre), i disimpegni errati del reparto avanzato, portano gli avversari a trovare una Juve sguarnita sulle ripartenze. Questi sono gli esempi dei goal subiti contro la Sampdoria e contro il Parma stesso ma basta andare un po indietro con la memoria per ricordarsi episodi simili. Almeno in questo aspetto, la Juve sembra sentire la mancanza di un fuoriclasse alla Del Piero e non ci sono Immobile o Gabbiadini che reggano il confronto.

Conte dovrà spiegare anche le sue scelte nell'undici titolare. Perchè affidarsi subito (in un ruolo non suo) contro la Samp al nuovo acquisto Peluso per poi non utilizzarlo per sostituire uno spaesato Padoin nella partita di Parma? L'ex atalantino è stato già bocciato? Ma soprattutto, come può scegliere De Ceglie, che si è sempre dimostrato inadeguato in tutto e per tutto? Conte sta tirando troppo la corda e quando si ricorderà che ha a disposizione solo dei discreti calciatori, forse sarà troppo tardi. Napoli e Lazio intanto ci credono.

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