Dopo il derby con il Brindisi: il Foggia a 9 punti dalla vetta

martedì 13 novembre 2012

di Flora Bozza

FOGGIA - 13 anni esatti. Tanto è il tempo intercorso dalla atra notte del crollo di viale Giotto alla commemorazione di ieri allo Zaccheria. Rinnovato, anzi mai domo, è il dolore per la tragica morte delle sessantasette vittime. Foggia e Brindisi hanno giocato con il lutto al braccio. Prima dell’inizio della gara, è stata consegnata ad alcuni rappresentanti degli abitanti del palazzo apportatore di morte, una targa. Che, stampata su una lamina, reca la certezza del ricordo imperituro della catastrofe. Congiuntamente dai dirigenti della società rossonera e dal sindaco, Gianni Mongelli. Ed il classico minuto di raccoglimento silenzioso, ha terminato la breve cerimonia. Mentre il, mai tanto, sospirato triplice fischio dell’arbitro ha posto fine ad una partita vinta dal Foggia. Senza ombra di dubbio sul suo merito nel portare in cassa tre punti pesanti come il piombo. Perché conquistati ai danni di una compagine che veleggiava solo un miglio dietro. Poiché sospinge la squadra rossonera nelle acque serene e tranquille della zona medio-alta della classifica. Per spiccare, definitivamente, il volo verso la testa della graduatoria, però, è necessario che migliori il suo rendimento in trasferta. Dell’ 1,63 punti a gara del Foggia, la parte più considerevole è stata ottenuta allo Zaccheria. Vittoria aurea soprattutto, forse, perché i tre punti sono stati ottenuta in rimonta. La validità del calcio di rigore brindisino non ha possibilità alcuna di essere smentita. Fallo da dietro con entrambi i calciatori di spalle alla porta. Astutamente l’esperto attaccante brindisino Albano, aspettandosi lo sgambetto rossonero, si disinteressa di aver quasi perso il pallone. Ed aspetta che il giocatore rossonero lo atterri. Del Foggia ha destato qualche preoccupazione, la scarsa propensione alla realizzazione. In confronto alla mole di gioco costruita, rispetto alla quasi assoluta assenza di azioni e schemi brindisini. E anche di altre compagini fin ora incontrate. Rispondendo ad una giornalista, il mister Pasquale Padalino ha detto che affrontando una squadra che si difende in trenta metri è molto difficoltoso centrare lo specchio della porta. E che anche le caratteristiche sia fisiche sia tecniche dei calciatori possono rimpinguare o rinsecchire la vena realizzativa. Sicuramente la squadra brindisina ha contribuito ulteriormente a dimostrare quanto sia complicato questo campionato. E snervante e paragonabile ad un muro di gomma. Le due palle avvelenate firmate da Giuseppe Coccia devono essere lette come il risultato positivo di tanto lavoro nel reparto offensivo rossonero. Per tentare di raggiungere la sommità della graduatoria serviranno rinforzi. Ed il calciomercato invernale inizia a dettare qualche nome. Mario Salgado? Presumibilmente più chiacchiera che realtà. Padalino ha sostenuto che ogni reparto dovrebbe essere puntellato, ma che, per ora, è contento ed orgoglioso di lavorare con la compagine che ha. Tra le righe della buona retorica di gruppo, l’allenatore rossonero inizia a far trapelare il suo desiderio di alta classifica. Voglia che per soddisfarsi necessita di rimpolpare le fila della squadra. Probabilmente l’esperienza e la freddezza comportamentale sono le due caratteristiche più importanti da ricercare nei calciatori futuri.




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