Il tridente delle statuine tradisce Zeman: 4-1 bianconero

lunedì 1 ottobre 2012


di Davide Colonna
TORINO - La partita, non è mai finita e forse non finirà mai tra Juventus e Roma ma, quanto accaduto sabato sera, non sarà dimenticato tanto facilmente dai milioni di appassionati di calcio. C'è chi ha utilizzato termini di meteorologia come tornado o uragano per rendere l'idea ma, in verità, si tratta di schemi, mentalità di gioco e preparazione fisica che, come in ogni partita, fanno la differenza tra due squadre che si affrontano.
Juventus contro Roma, Conte contro Zeman, l'allievo contro il maestro e due modi totalmente diversi di intendere ed insegnare calcio. L'ennesima battaglia tra le eterne rivali, prima di iniziare, ha lasciato molto spazio all'immaginazione, soprattutto per le dichiarazioni taglienti che le due società si sono scambiate ma, purtroppo, il campo, di immaginazione, ne ha lasciata ben poca. Il 4-1 in favore dei bianconeri, non se lo aspettava nessuno e contro ogni aspettativa, è stato così schiacciante da lasciare un segno indelebile sul fisico e nella mente dei giocatori giallorossi che, faranno bene a cercare in un simil schiaffo, le motivazioni giuste per affrontare la gara di ritorno ma anche quelle precedenti e successive, per dimostrare di essere una squadra più matura rispetto allo scorso anno.

Cronaca della partita
La Juve, schiera la formazione tipo ad eccezione degli esterni Lichsteiner e Asamoah che, vengono lasciati a riposo in vista della partita di Champions di martedì contro lo Shaktar. Conte si affida a De Ceglie e Caceres per il lavoro di spinta e contenimento e a Matri per i goal.
Zeman, schiera il tridente formato da Totti, Osvaldo e Lamela  per far paura ma, deve fare a meno di Pjanic e Bradley a centrocampo.
Passano pochi minuti dal fischio d'inizio e la Juve si rende subito pericolosa con Marchisio che, da posizione defilata, non centra la porta. Si tratta solo dell'antipasto perchè dal quinto minuto in poi, i bianconeri, decidono di spingere e di approfittare della voragine lasciata a metà campo dagli uomini di Zeman. Punizione dal limite per la Juve. Pirlo, posiziona il pallone e trafigge Stekelenburg con una conclusione rasoterra e angolata che passa tra le gambe della barriera (11'). Le punte giallorosse, non si sacrificano in fase difensiva e lasciano troppo spazio alla manovra degli avversari che mostrano una intensità che non lascia scampo. La difesa romana è in affanno e Castan respinge con la mano in area, una conclusione da fuori diretta verso la porta. Rigore per la Juve quindi che, viene trasformato senza problemi da Vidal (16'). Palla a centro e si riparte. Gli uomini di Conte/Carrera sono affamati e Vidal pesca Matri in area che controlla e porta a tre le marcature (19'). La Roma è in balia del gioco avversario e quando cerca di essere propositiva, sbatte contro il muro di casa guidato da un Chiellini in stato di grazia. La traversa, salva gli ospiti in due occasioni su Marchisio e Vucinic ed il 3-0 sembra troppo poco per quello che si è visto. La Roma è troppo lunga e copre male il campo. Si va a riposo.
Nella ripresa, ci si aspetta una Roma diversa e più equilibrata ma passano 40 secondi e Vucinic impegna Stekelenbug che si salva in angolo. Pochi giri di orologio ed è Matri a sbagliare un goal già fatto davanti al portiere olandese. La Juve, non riesce a segnare la quarta rete e si specchia eccessivamente. Troppe giocate superficiali, facilitano di poco il compito alla Roma che trova un inaspettato rigore per un fallo di Bonucci. Osvaldo non fallisce dagli undici metri e spiazza Buffon (71'). I giallorossi, prendono coraggio e pressano maggiormente. Zeman butta Destro nella mischia ma, oltre ad una difficile parata di Buffon su Osvaldo, non ci sono grossi pericoli per la Juve che su contropiede, porta il risultato sul 4-1 con Giovinco (90'), dopo una cavalcata in solitaria di Barzagli che si dimostra un assistman migliore di Vucinic. Il match, totalmente a senso unico, si conclude e lo Juventus Stadium può esplodere.

La Juve, con questo risultato, consolida il suo primato in classifica a braccetto col Napoli ed ora ha la testa alla partita di martedì contro lo Shaktar. Il turn-over, sembra ottenere migliori risultati ma, Caceres, rappresenta un grosso punto interrogativo sulla fascia destra. Pirlo, nonostante il goal, è ancora sottotono e ha potuto esprimere un gioco migliore rispetto alle gare precedenti solo grazie alle carenze tattiche della Roma.
Zeman, il grande colpevole della sconfitta, ha preferito non modificare volto alla squadra neanche nella difficile trasferta contro la capolista mostrando poco rispetto per l'avversario e troppa sicurezza. Schierare il tridente delle statuine, con un centrocampo di poca qualità e quantità è stata la scelta peggiore del tecnico boemo. Il lavoro difensivo degli attaccanti nel calcio moderno è fondamentale e i giocatori a sua disposizione, non sembrano idonei alla sua idea di gioco dove la corsa è alla base. Totti, ormai logoro, può risultare utile per le partite casalinghe e Destro, non dovrebbe essere lasciato in panchina in partite così importanti neanche se a metà della condizione. Il capitale investito per l'attaccante, deve avere un senso. La sua voglia di emergere, può risultare un'arma in più. Forse, il giovane e motivato Pescara dello scorso anno, non avrebbe preso una simile batosta.




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