Il Real deve morire...di fatica. Mourinho tra ambizioni e bufere

martedì 16 ottobre 2012


di Davide Colonna
MADRID - Portoghese, classe '63, personalità forte come tutti i grandi personaggi e come tutti i grandi personaggi del nostro mondo, non perde occasione per farsi notare. Parliamo di Josè Mourinho, allenatore del Real Madrid, società che ben si sposa con le ambizioni del tecnico di Setubal.
Vincente di professione, Mourinho è famoso, oltre che per i successi ottenuti nei clubs dove ha allenato, anche per le parole forti che spesso utilizza durante le interviste o le conferenze stampa.
"Un giocatore del Real Madrid, deve morire in campo" - Ecco l'ultima uscita di Josè che, un po di scandalo, a dir la verità, lo ha creato. Certo, ormai quando lo "special one" apre bocca, anche se per parlare della pace nel mondo, il disordine è all'ordine del giorno ma, sicuramente, poteva utilizzare parole meno "appariscenti" per spiegare che dai suoi ragazzi, pretende sempre il massimo dal primo all'ultimo minuto di gioco  e che questi, non devono risparmiare alcuna goccia di sudore quando sono sotto le sue direttive. Pena? L'esclusione dalla rosa dei titolari, ovviamente.
Mourinho, nell'ultima intervista, parla anche del suo rapporto di amore ed odio con i tifosi madridisti. Non pretende di essere amato da tutti e, infatti, non è così ma, si sente a suo agio. A Madrid, si sente a casa. Magari, qualche offesa in meno la gradirebbe e più di lui, moglie e figli che, da quanto lascia intendere, un futuro lontano dalla capitale spagnola, non lo rifiuterebbero affatto. Vorrebbe anche che la gente, iniziasse a lasciare in pace il centrocampista croato Modric, acquistato dal Tottenham per 40 mln ad inizio stagione e quasi mai protagonista: "è un giocatore fantastico ma, ha bisogno di tempo. Crescerà". In effetti, un po di dubbi sul suo acquisto, non sono da condannare ma, vogliamo fidarci di Josè. Sicuramente non si tratta di un altro Quaresma.
Sul momento della sua squadra dice: "Ora siamo pronti per lottare per tutto. Questa squadra vuole tutto. É responsabilità di questo gruppo. Non accetto di esser lontano dalla vetta 15 punti o regalare la Coppa del Re".
La stagione è appena iniziata e ci sono ancora tante partite da giocare. La Champions va alla grande e non resta che tentare l'aggancio al Barcellona in Liga. Riuscirà il nostro eroe a farsi amare anche da chi lo odia? Magari con un titolo europeo...






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