Capitani coraggiosi al comando

lunedì 22 ottobre 2012

di Davide Colonna
TORINO - L'idea di far uscire dal campo due intoccabili come Vidal e Asamoah, buttando nella mischia due "riserve" come Caceres e Pogba ed il coraggio di farlo durante una partita importantissima. Ecco gli ingredienti per ottenere la vittoria contro una rivale fortissima ed il primo posto in classifica.  I tre punti, almeno per questa volta, in casa Juve, non sono giunti per merito di un singolo giocatore, di un episodio o del collettivo ma, per la giusta lettura della partita da parte di coloro che la squadra la allenano e la schierano. Angelo Alessio, vice di Antonio Conte, scontata la inspiegabile squalifica figlia del terremoto calcioscommesse, che sta ancora tenendo fuori causa il suo superiore, ha saputo mettere in pratica nel migliore dei modi, ciò che è stato preparato in settimana con i suoi colleghi e, soprattutto, ha saputo dare ascolto alle giuste intuizioni che le situazioni in campo gli stavano suggerendo, inseguendo la vittoria con passione. Telepatia o preparazione della gara nei minimi dettagli con mister Conte, hanno sicuramente dato una grossa mano al lavoro di Alessio ma, un conto è farlo in allenamento, senza particolari pressioni ed un conto è farlo in panchina nel pieno della tensione e delle sorprese che una partita regala ogni secondo. Fino ad ora, nulla di così sconvolgente. Le sostituzioni ci sono state, ci sono e sempre ci saranno nel calcio ma, il fatto che siano stati proprio Caceres e Pogba a sbloccare un risultato che sembrava inchiodato sulla parità, ci fa pensare che le coincidenze, per non chiamarle in altri modi meno eleganti, possono essere messe in secondo piano di fronte all'importanza, alla bravura e alla voglia di affermarsi di un allenatore e dei suoi collaboratori. Durante Juventus - Napoli, sono stati i "capitani coraggiosi" che comandano la panchina bianconera a trovare la soluzione per il successo e a sorprendere un Mazzarri troppo attendista e fermo nelle sue idee troppo "provinciali" per una grande squadra come il Napoli. Perdere a Torino ci può stare ma, cedere il passo senza far nulla, sperando nella buona sorte, no. La scelta di non effettuare sostituzioni fino al 75° minuto, se rapportata ai tre cambi dei campioni d'Italia, conferma la pigrizia azzurra nel cercare il colpaccio. Vittoria di coraggio della panchina in giacca e cravatta quindi? La risposta è affermativa ed è forse l'unica che spiega la vera differenza tra le due potenze del nostro campionato.


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