La "formica atomica" esplode su Udine

lunedì 3 settembre 2012

di Davide Colonna
UDINE - Il gioco è meno rapido e l'aggressività sembra un ricordo ma, l'efficacia nel render tristi gli avversari è rimasta. La Juve, continua nel miglior modo possibile, conquistando altri 3 punti a Udine, la sua marcia verso una eventuale riconferma del titolo e lo fa quasi in scioltezza dall'inizio alla fine dell'incontro. Gli uomini guidati da Massimo Carrera, in testa alla classifica dopo due giornate di campionato a punteggio pieno, probabilmente anche aiutati da una scelta arbitrale discutibile ma non per forza sbagliata, strapazzano 4-1 l'Udinese di Guidolin al "Friuli" e trovano dalla loro, un'arma in più: Sebastian Giovinco, autore di una bella doppietta, la prima in maglia bianconera da quando è in prima squadra dopo una carriera iniziata sin dai pulcini con la stessa divisa.
Tutto parte da quel rigore e da quella espulsione, forse troppo generosa, da parte dell'arbitro Valeri all'estremo difensore dei padroni di casa, Brkic. Giovinco, nonostante la sua statura non proprio maestosa, non può evitare il colpo quasi da K.o. del portiere ed il rigore è netto. Da quel rosso, sventolato sotto gli occhi del portiere serbo, la partita per i torinesi è tutta in discesa nemmeno fosse la coppa del mondo di sci. Vidal, trasforma il rigore, facendosi perdonare l'errore sempre dal dischetto contro il Parma e lancia la goleada dei suoi compagni. Ci penseranno poi Vucinic e due volte la "formica atomica" a stendere gli avversari che firmano il gol della bandiera con Lazzari che sfrutta una rara dormita del duo Barzagli - Lichtsteiner con la testa già alla sosta.
Il presidente dell'Udinese Pozzo, a fine partita, scatena una forte polemica contro il direttore di gara ma, espulsione a parte, dovrebbe preoccuparsi più della sua squadra che fa del disordine tattico il suo credo. Tutta un'altra mentalità rispetto allo scorso anno e c'è da preoccuparsi, considerando l'eliminazione dalla Champions ai preliminari e la mancanza di giocatori di personalità che ironia della sorte, ora giocano per la Juve. Guidolin invece, più tranquillo del suo datore di lavoro ma depresso per il filotto negativo, dopo la protesta di routine di tutti gli allenatori, riconosce la superiorità avversaria che anche in parità numerica, probabilmente avrebbe avuto la meglio.
Carrera, dalla sua, è contento dell'importante risultato ottenuto ma, non lo è per quanto riguarda l'atteggiamento troppo superficiale dei suoi calciatori che falliscono occasioni da rete clamorose e subiscono un gol evitabile nel finale per via di una distrazione che in coppa non ci si può permettere per via della estrema importanza dei gol subiti soprattutto in trasferta che molto spesso determinano una qualificazione.
Siamo ancora all'inizio comunque e parlare di titolo è presto. Ci attende la pausa nazionale prima della terza giornata e delle prime partite di coppa che vedranno la Juve impegnata sul campo dei campioni d'Europa del Chelsea. In quella occasione, servirà la grinta dell'anno scorso.




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