Juve: Marotta è davvero così bravo?

martedì 17 luglio 2012

di Davide Colonna
TORINO - In casa Juve, iniziato il ritiro a Chatillon, che dopo qualche anno torna ad essere sede della preparazione estiva dei campioni d'Italia, si suda sotto le direttive di Antonio Conte che quest'anno, potrà contare su un organico sicuramente più completo rispetto a quello della scorsa stagione grazie agli innesti importanti di Asamoah, Giovinco e Isla.
L'allenatore salentino, che per ora si ritiene soddisfatto dell'operato della società in "entrata" anche se a suo dire, manca ancora qualcosa, non può dirsi altrettanto soddisfatto per quanto riguarda il mercato in "uscita". Le grane Melo, Iaquinta, Krasic e Martinez, giocatori di medio livello stipendiati da campioni, continuano a pesare sul bilancio e in Corso Galileo Ferraris, non riescono ancora a trovare un modo per risolvere il problema che rappresenta un limite non trascurabile anche in visione di nuovi acquisti.
La cessione delle "zavorre di lusso" infatti, porterebbe risorse sufficienti per il tanto acclamato top player o per un buon attaccante che tanto farebbe comodo alla causa delle vecchia signora ma, Marotta, che sembra avere talento negli acquisti, stenta a mostrare la stessa qualità nelle cessioni e questo non è il primo anno dove il direttore non riesce a disfarsi dell'usato che non serve più.
L'attuale incapacità su questo aspetto del D.g. bianconero, sembra aver attirato anche le attenzioni dell'ex direttore Luciano Moggi che in una intervista non ha potuto fare a meno di ironizzare sulla vicenda:  "Marotta ha avuto la possibilità di spendere dei soldi che io non ho mai speso. Io tendevo a far risparmiare la società, ma lui sa lavorare bene. Se avessi avuto io tutti quei soldi si vincevano 3 Coppe campioni". 
Il passato di Moggi, almeno in Europa, sembra dargli ragione (4 finali di Champions di cui una sola vinta) e getta ancora più ombre sulle effettive capacità di Giuseppe Marotta che però spesso e volentieri, è costretto a fare i conti con i capricci degli ormai fuori rosa che non intendono ridursi l'ingaggio o accettare determinate proposte estere (vedi Melo o Krasic che addirittura preferisce star fermo un anno piuttosto che tornare in Russia).
Se la dirigenza non riuscirà a liberarsi di almeno due dei quattro pesanti ingaggi, non si potrà parlare in modo concreto di un attaccante che andrebbe a risolvere il problema del goal per la squadra allenata da Conte e con ogni probabilità, i tifosi della Juve, dovranno mettersi l'anima in pace per il secondo anno consecutivo davanti alle false promesse del loro direttore che come se non bastasse, nell'affare che ha portato al trasferimento di Elia dalla Juve al Werder Brema, ha realizzato una poco invidiabile minusvalenza di 5 mln di euro. Forse Moggi, non ha così torto.





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