Euro 2012: count-down iniziato. Curiosità del torneo.

martedì 22 maggio 2012


di Claudio Santovito
BARI- La XIV edizione dei campionati Europei di Calcio si terrà, per la prima volta nella storia, in Polonia e Ucraina, dall’8 giugno al 1 luglio prossimi. Sarà l’ultima edizione che vedrà confrontarsi, nella fase finale, sedici squadre. Dalla prossima, prevista nel 2016 in Francia, il presidente UEFA Platini allargherà le finaliste a 24. È la terza edizione organizzata in maniera congiunta da due paesi dopo Belgio-Olanda (2000) e Austria Svizzera (2008).

Polonia e Ucraina si sono assicurate l’organizzazione dopo aver battuto, all’ultima votazione, la candidatura congiunta di Croazia e Ungheria e quella dell’Italia, apparsa inizialmente favorita e, successivamente, compromessa, dopo la strumentalizzazione dei fatti di Catania. Non sono mancate, inoltre, anche ipotesi di corruzione.

Si giocherà in otto stadi, quattro in Polonia e quattro in Ucraina, per un totale di 31 partite. I quattro stadi in Polonia saranno il Narodowy, il Miejski, il PGE Arena Gdańsk e il Miejski, rispettivamente a Varsavia, Breslavia, Danzica e Poznań, mentre i quattro impianti ucraini saranno lo Stadio Olimpico di Kiev (che ospiterà la finalissima), la Donbas Arena di Doneck, il Metalist a Charkiv e l’Arena Lviv di Leopoli. Il pallone ufficiale del torneo sarà il Tango 12.

Quasi tutte le partecipanti hanno preso parte alla scorsa edizione: da rilevare l’esordio assoluto dell’Ucraina, il ritorno dell’Inghilterra e della Danimarca (assenti in Austria e Svizzera) e quello dell’Irlanda, che manca dall’edizione del 1988.

La nazionale che ha vinto più volte il trofeo è la Germania, con tre titoli (1972, 1980, 1996). Seguono a ruota Francia (1984 e 2000) e Spagna (1964 e 2008) con due. Urss, Italia, Cecoslovacchia, Olanda, Danimarca e Grecia vantano un titolo a testa. 

In particolar modo il ruolino dell’Italia non è particolarmente esaltante. Se ai campionati mondiali gli azzurri vantano ben quattro titoli, in Europa faticano a imporsi: si contano dieci presenze su quattordici edizioni, con un primo e un secondo posto. L’unica volta che la nostra nazionale ha trionfato è datata 1968, in casa, dopo che la semifinale con l’Urss era terminata in parità e l’arbitro ricorse al sorteggio per designare la finalista. Il capitano, Giacinto Facchetti, scelse “croce” e la nazionale raggiunse la finale, dove giocò due volte contro la Jugoslavia (la prima gara, finita in parità, fu ripetuta), battendola due a zero con reti di Riva e Anastasi. La sfortunata notte di Rotterdam e il golden gol di Trezeguet ricordano, invece, l’unico argento europeo dei nostri atleti, un risultato amaro maturato a pochi secondi dal fischio finale.

Infine, l’ultima curiosità: sarà un maiale a effettuare il pronostico delle partite, sulla falsa riga dell’operato di Paul, il polpo che in Sudafrica fece impazzire i bookmakers.




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