Liga: il mondo sportivo si ferma per il Clasico ed applaude un superbo Real

domenica 22 aprile 2012

La calma espressa da Ronaldo sul goal vittoria
di Giovanni Sgobba
BARCELLONA- Commento: Da oggi la Liga è virtualmente chiusa. Ed anche il termine virtualmente è prossimo a cadere: il Real Madrid sbanca il Camp Nou come nessun'altra squadra ha fatto fin'ora, e si riprende con prepotenza e merito il trono di leader della Liga.
E' la serata dei tanti temi: di Mourinho, solito one-man show che non parla nei giorni di vigilia contro il filoso Guardiola, di Messi contro Cristiano Ronaldo, unici giocatori al mondo in grado di tenersi testa, è la storia di due società, di due mentalità in costante rivalità dai tempi del Franchismo, quando la squadra di Madrid era la squadra del regime.
Da più parti si prova a stilare il vademecum su come battere la corazzata blaugrana: tanto catenaccio, tanta dose di fortuna e sperare in una giornata storta degli avversari. Mourinho, mai banale, straccia questo manualetto, conserva la dose di fortuna (il goal di Khedira al 16esimo, con doppia complicità di Puyol e Victor Valdes, gli ha permesso di impostare la partita come voleva), e si inventa la prestazione perfetta, poco difensiva, spavalda ma con pressing intelligente (marcatura sistematica su Iniesta, Xavi e Messi praticamente imbrigliati, lasciando sempre libero Busquets, quello con i piedi meno "istruiti"). Fin troppo spesso il Barcellona ha goduto di supremazia incondizionata data dai tanti nomi altisonanti, ma per il tecnico portoghese, che mai aveva vinto nei 90 minuti contro il collega e che 18 mesi fa aveva subito uno schiaffo a 5 dita, il secondo anno di gestione di una sua squadra è garanzia di successo. Finalmente i giocatori del Real hanno pensato solo a giocare evitando provocazioni o mezzucci da sottobanco che molte volte gli hanno offuscato la lucidità, dimostrando una superiorità su tutti i fronti. Non è un caso che dopo il pareggio di Sanchez al 70esimo (entrato nel secondo tempo, non senza qualche critica di gestione per Pep), il Real Madrid non si è scomposto e mentre tutti credevano alla remuntada dei padroni di casa, 2 minuti dopo è arrivata la marcatura del giocatore più odiato e criticato, quello che si diceva non incidesse mai in un Clasico, mister 42 goal nella Liga Cristiano Ronaldo. La sua esultanza è destinata ad entrare nella storia di questa rivalità: un gesto di calma indice di superiorità, di chi la sa lunga.
La sfida finisce 1-2, il Real vola a +7, e per la prima volta in stagione, il Barcellona abbandona il suo stadio con una sconfitta, sulla quale peseranno le discutibili scelte del tecnico Guardiola avendo schierato dall'inizio Thiago Alcantara e Tello, due ragazzini dal futuro aureo, ma ancora acerbi per queste lotte.
Queste le parole del tecnico Guardiola a fine partita, che sanno molto di abdicazione: "Voglio fare i complimenti al Real Madrid che ha vinto una gran partita e ha vinto anche il campionato...Dopo il gol che abbiamo preso siamo andati in difficoltà...Ma abbiamo fatto di tutto per provare a vincere la partita. Per noi questa sconfitta non cambia nulla. Io voglio dimenticarmi di questa sconfitta e concentrarmi sulla partita di martedì. Era normale perdere prima o poi, abbiamo giocato così tante volte con il Real Madrid negli ultimi anni ed era da quattro campionati che non perdevamo con loro. Siamo tristi, ma cercheremo di recuperare per ribaltare la sfida con il Chelsea"


Qui il video dell'incontro.







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