Sosta per il Campionato di serie A: il punto sulle squadre

sabato 12 novembre 2011


di Giovanni Sgobba
BARI - Settimana di pausa per la serie A, in concomitanza con gli impegni delle Nazionali. Un modo per fare il punto di un campionato ancora senza leader e dove permane un sostanziale equilibrio.
L’ultima giornata di campionato infatti, non ha fornito nuovi indizi, bensì ha confermato quelle attese e sensazioni (positive e negative) che l’andamento del campionato aveva già preannunciato. La classifica, che fino a poche giornate fa era corta su tutti i fronti, al termine della 10° giornata, inizia a sgranarsi, dando utili indicazioni su quelle che potrebbero essere le future lotte.
Nessun passo falso nelle zone alte: complici gli impegni casalinghi alla portata, sia Lazio e Udinese (in testa a quota 21 punti) che Milan con 20 punti, hanno portato a casa i 3 punti in gioco. Diversa la natura di queste vittorie: roboante quella dei rossoneri, capaci di infilare per 4 volte il Catania, “blocca-grandi” di quest’avvio di stagione.
Pratica archiviata già dopo i primi 45 minuti con le reti su rigore di Ibrahimovic e del brasiliano Robinho e punteggio arrotondato nella ripresa con un autogol e la marcatura di Zambrotta (undicesimo marcatore stagionale per il Milan). Il team allenato da Allegri centra così la 5° vittoria di fila, che non garantisce però il primato in classifica, come auspicato alla vigilia dal tecnico.
Infatti un punto più su, c’è l’accoppiata Lazio-Udinese entrambe vincitrici con qualche sofferenza di troppo.
La squadra di Roma sblocca e fa sua una partita che sembrava scivolare verso un pareggio, all’85’ con la seconda rete stagionale di Sculli che giustizia il Parma con un tap-in dinanzi alla porta. Tutti i meriti vanno però al vero trascinatore di questa squadra, ovvero Klose, che con una improvvisa accelerazione in un momento spento della partita, supera un difensore e serve in mezzo un pallone che prima Kozak e poi Sculli, tramutato in goal. 33 anni per il tedesco,  66 per l’allenatore Reja che si prende un’altra rivincita, essere l’allenatore più vecchio a guidare la classifica della massima serie.
Solite conferme positive per l’Udinese, oramai avvezza a gravitare negli alti piani e che non risente di alcun tipo di pressione. Agli undici di Guidolin era necessario un pronto riscatto dopo la pesante debacle europea (0-4 a favore dell’Altetico Madrid), e infatti impiega meno di un minuto per mettere in mostra la pronta guarigione. La rete porta la firma di Basta a cui seguirà nella ripresa la solita realizzazione di Di Natale. I friulani si dimostrano quindi imbattibili in casa (5 su 5) anche se hanno sofferto, e non poco, il Siena che segna quando era troppo tardi e guasta parzialmente la festa dell’Udinese e del portiere Handanovic che non subiva goal in casa da 6 mesi. 2-1 dunque il risultato finale.
Come si può vedere il fattore “mura domestiche” è stato determinante nel vertice alto della classifica, così come ha avuto grande rilevanza anche nelle altre sfide della 10° giornata.
 Squadre dalle 2 facce sono Palermo, Atalanta e Chievo, che in casa si esaltano ed esaltano il pubblico, ma che invece stentano e troppo (meno l’Atalanta tra queste) in trasferta.
Nell’anticipo di sabato, infatti, il Palermo passa agevolmente sul Bologna allenato da Pioli che, esonerato ad inizio stagione dal presidente rosanero, pensava e sperava in una spietata vendetta. Niente di tutto questo: i rosanero, che al “Barbera” agli avversari non lasciano nemmeno le briciole, vincono e convincono con un sonoro 3-1 che vede il ritorno al goal di Ilicic, gioiellino tanto atteso quest’anno, dopo l’eccellente anno passato, tra i migliori in campo insieme al genio bolognese Ramirez, autore del goal bandiera. Il Palermo si porta così a quota 16 punti, in piena zona europa.
Stessi epiloghi uniscono le 2 sfide tra Atalanta – Cagliari e  Chievo – Fiorentina: “profeti in patria” con vittorie di misura (1-0) e amaro rientro per Cagliari e Fiorentina, che hanno dovuto cambiare allenatore per dare una scossa alla ripresa del campionato. Perplessità attorno all’esonero di Ficcadenti, considerando che il Cagliari stava dando segnali positivi in questa prima parte di stagione; quasi scontato invece le dimissioni di Mihajlovic, che non godeva della stima dei tifosi, e che ha perso anche quella della società dopo le scialbe prestazioni della viola da ormai un mese.
Unici “segni 2” (e non sono una casualità) vanno registrati nei match tra Novara – Roma e Cesena – Lecce.
La formazione della capitale risponde “presente”: le innovative idee del tecnico Luis Enrique piacciono e si intravedono netti miglioramenti nella struttura e nell’impianto di gioco. Dopo una prima fase di rodaggio ed adattamento ai nuovi principi, la Roma espugna il difficile campo del Novara con il risultato di 2-0 che getta alle spalle i passi falsi delle precedenti uscite con Genoa e Milan e mette in risalto molti dei nuovi acquisti, da Bojan ed Osvaldo, autori dei goal, passando dalle geometrie di Pjanic  e dalle parate decisive di Stekelemburg.
Per il Novara si prevede un cammino tortuoso per rimanere nella massima serie, a cui farà compagnia la formazione di Cesena, che avendo perso malamente in casa lo scontro salvezza contro il Lecce, e non avendo dimostrato minima grinta, convinzione e gioco in queste prime partite, è tra le candidate favorite a scendere dalla giostra della Serie A.



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